Una delle più grandi violazioni dei diritti umani: la Cina ai tempi del Falun Dafa

Siamo a Milano, è una domenica qualsiasi di aprile e Piazza Duomo è gremita. Tra gli artisti di strada la nostra attenzione si concentra su tre ragazzi giovanissimi intenti in una pratica diversa dal solito e ancora poco nota in Italia: la Falun Dafa. Increduli chiediamo spiegazioni e scopriamo così, un po’ per caso, una delle maggiori forme di violazione dei diritti umani in corso oggi in Cina, di cui i giornali parlano ancora troppo poco. Che cos’è la Falun Dafa?

articolo angela 2La Falun Dafa, o Falun Gong, è un’antica pratica cinese basata su tre pilastri: Verità, Compassione e Tolleranza. Essa consiste in movimenti molto lenti che permettono il raggiungimento della salute mentale e fisica, il miglioramento morale e la crescita spirituale dei praticanti.
La pratica della Falun Dafa è stata resa pubblica in Cina nel maggio 1992 dal Signor Li Hongzhi e da allora si è velocemente diffusa tra persone di ogni età, provenienza sociale e culturale, grazie anche alla sua facilità di apprendimento e alla sua praticità.

Perché la persecuzione?

A partire dal luglio del 1999 il Partito Cinese Comunista guidato da Jiang Zemin, preoccupato da una tale adesione di persone a ideologie comuni in contrasto con violenta filosofia del governo, ha iniziato una dura persecuzione contro i praticanti della Falun Dafa perché “mirante la stabilità politica e sociale del Paese”, sostenendo di dover “sradicare la Falun Gong entro tre mesi” e di “diffamare la loro reputazione, rovinarli economicamente e distruggerli fisicamente”.

Il governo ha appositamente stabilito un corpo di polizia chiamato “Ufficio 610”, responsabile di controllare la diffusione della Falun Dafa e di altri “culti eretici” senza vincoli costituzionali e indipendentemente dagli altri organi dello Stato.

Da quel momento in poi il regime comunista cinese ha arrestato migliaia di persone rinchiudendole in campi di lavoro forzato e ha tentato di sradicare il movimento attraverso la punizione e la rieducazione degli aderenti con metodi crudeli quali: lavaggio del cervello, torture, abusi psichiatrici, abusi sessuali, aborti forzati e uccisioni.

Il Centro di Informazione Falun Dafa ha stimato oltre 3600 casi di morte e 44000 casi di tortura in Cina, ma i numeri potrebbero essere molto maggiori.

I praticanti del Falun Gong e il mercato dei trapianti in Cina

A partire dal maggio 2006 sono emerse le prime voci, poi drammaticamente fondate, del commercio di organi in atto nel Paese e del fatto che il regime comunista cinese abbia usato anche i praticanti del Falun Gong come fonte per il mercato di organi.

In Cina il traffico di organi rappresenta un business da miliardi di dollari: si stima che gli ospedali paghino fino a 30000 dollari per la cornea, 62000 per un rene e 130000 per un fegato o per un cuore.

In un documentario diffuso in Cina e diretto da Ken Pietra sono raccolte le strazianti testimonianze di ex detenuti e anche quella di un chirurgo che racconta di aver estratto organi a prigionieri mentre essi erano ancora svegli; a lui è inoltre stato chiesto di estrarre gli organi senza anestesia e di dimenticare ciò che avesse visto.

Purtroppo questa è la testimonianza di uno dei tanti casi di estrema violazione dei diritti umani in corso nei nostri tempi, di cui il resto del mondo ignora l’esistenza.

Combattere le persecuzioni

articolo angelaIstituzioni come Amnesty International hanno reagito emanando richieste urgenti di reazione relativi a più casi di praticanti a rischio tortura e chiedendo giustizia per la morte preceduta da torture di diversi praticanti.

Inoltre il 4 aprile 2006 è stato costituito negli Stati Uniti il Comitato per Indagare sulla Persecuzione del Falun Gong (CIPFG) con cui si chiede di investigare sul traffico di organi e di aprire tutti i campi di concentramento per un’indagine rigorosa.
In seguito alle numerose denunce a partire dal 2001 Jiang Zemin, Luo Gan e altri sono stati denunciati per genocidio, torture e crimini contro l’umanità in 15 paesi.

Angela Gambuti

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