Corea del Nord: tra Campi di Concentramento e Terrore

Secondo la sua Costituzione la Corea del Nord è uno Stato Socialista, questo vuol dire che dovrebbe ispirarsi a valori quali egualitarismo sociale ed economico, progresso sociale, anti-imperialismo. E’ evidente, invece, che questo Regime sia caratterizzato dalla situazione opposta. Il Paese infatti si trova sotto una Dittatura di stampo Stalinista, Governata da Kim Jong-un, il quale ricopre la carica di “Presidente Eterno”, Pubblico Ufficio istituito dal Padre stesso, suo predecessore, nel 1994.

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Il Paese versa in condizioni disastrose per diversi motivi: calamità naturali, corruzione della Classe Dirigente (la Corea del Nord si trova al secondo posto nella Classfica inrente alla Corruzione Percepita redatta da Transparency Intrnational nel 2015), isolamento politico ed economico e, soprattutto, la macanza per i Cittadini dei Diritti Fondamentali. In Corea del Nord esiste un solo Canale TV, non c’è Internet, esistono delle Leggi che impongono codici di abbigliamento e le chiamate internazionali devono essere autorizzate dal Governo. Guardare un film di Hollywood è considerato un reato punito con la Pena Capitale.
Le condizioni di vita dei nordcoreani sono talmente precarie e preoccupanti che tutte le principali Organizzazioni Internazionali hanno sanzionato il Paese  per il mancato rispetto degli Standard Umanitari universalmente riconosciuti. Azione sicuramente necessaria da parte della Comunità Internazionale, che però ha comportato ulteriori oneri monetari nei confronti di uno Stato già poverissimo, peggiorando così la sua situazione (per comprendere meglio il livello di povertà della Corea del Nord si pensi che lo stipendio medio mensile di un operaio si aggira intorno ai 3,5 Won; circa 1,5 Euro).
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I dati piu’ preoccupanti che ci giungono da questo Stato ineriscono il Sistema Penitenziario. Alla fine degli anni ’90 le esecuzioni capitali erano così frequenti che interferivano con il tasso di crescita della popolazione, per tale ragione vennero attuate alcune riforme che sostituivano (in determinati e sporadici casi) la Pena di Morte con altre Sanzioni. Tra le pene previste, tutt’oggi, figurano alcune sanzioni corporali, come le frustate.
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Oggi la Pena Capitale, così come le sanzioni corporali, sono ancora previste, e ampiamente utilizzate, nel Regime di Jong-un. Ma i dati piu’ tristi giungono da una ricerca-indagine di Amnesty International del 2011 sui Campi di Prigionia della Corea nel Nord. In questi campi, definiti veri e propri Campi di Concenrtamento, i prigionieri sono costretti a lavorare in condizioni di schiavitù, svolgendo compiti spesso degradanti e privi di scopo. Quasi la totalità dei reclusi è sottoposta a torture e trattamenti inumani. Non sono garantiti nemmeno il cibo o gli indumenti per proteggersi dai gelidi inverni. Il lavoro di Amnesty riporta la testimonianza di Kyoungil, ex detenuto a Yodok, il quale afferma che circa il 40% dei prigionieri muore di fame. Ad essere arrestati sono oppositori politici, criminali e coloro i quali tentano, senza permesso, di lasciare il Paese. E’ evidente quindi che i Diritti Fondamentali (primo tra tutti la Libertà Personale) non siano nemmeno considerati tali da questo folle Governo. Kim Kwang-Li, ex detenuto, ha disegnato le torture da lui stesso subite nel periodo di reclusione.
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La Corea del Nord è in ottimi rapporti Politici con la Cina, e questo impone allo Stato cinese di espellere e rimpatriare tutti coloro che, fuggendo dal Regime di Jong-un, si trovino senza permessi sul territorio. Spesso i clandestini nordcoreani in Cina sono sottoposti a minacce, violenze sessuali, torture e ricatti di ogni genere. La paura di essere riportati sul suolo natio (e conseguentemente reclusi e poi giustiziati) lascia i fuggiaschi nelle mani degli approfittatori. A questo proposito è necessario citare la testimonianza di Yeonmi Park al Young World Summit di Dublino, 2014.
Quando, studiando sui libri di scuola o guardando pigramente qualche documentario, ci imbattiamo nel Regime Nazionalsocialista e leggiamo di Aushwuitz, o nei Gulag siberiani di Stalin, non dobbiamo credere che sia qualcosa di lontano nella Storia, di assurdo e improbabile. E’ una realtà attuale. E’ impensabile che nel 2016 esistano uomini e donne tenuti prigionieri nel loro Stato. E’ necessario riportare l’attenzione internazionale sulla situazione dei nord coreani, perchè la follia di un Uomo non può tenere sotto scacco ventiquattromila Anime. Che vita è una vita trascorsa nel Terrore?
Michol Bartucci
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