La colpa di essere nate Donne.

Nel Mondo, ogni sette secondi, una ragazza che non ha ancora compiuto quindici anni si sposa.

Ogni anno muoiono per cause collegate al parto o alla gravidanza settantamila ragazze tra i quindici ed i diciannove anni.

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Bambine, Save the Children ha redatto una classifica dei Paesi, strutturando la gerarchia in base a dove vengono piu’ o meno tutelati i diritti delle Donne. I parametri utilizzati per redigere questo prospetto sono stati cinque:

  1. Mortalità materna
  2. Numero di gravidanze nelle donne di età compresa tra i quindici ed i diciannove anni
  3. Numero di donne spose prima di aver compiuto la maggiore età
  4. Tasso di istruzione delle donne
  5. Percentuale di parlamentari donne presenti nell’organo legislativo Statale

Tra queste, la variabile che più incide sul risultato finale, sulle condizioni di vita delle bambine, è sicuramente il tasso di istruzione. Ciò che è emerso è un’evidente correlazione tra il tasso di istruzione e le condizioni delle donne: sono elementi direttamente proporzionali. A sostegno di tale affermazione, sempre nel documento rilasciato da Save the Children, possiamo vedere come il recente virus Ebola, costringendo numerosi istituti di istruzione a chiudere per motivi di sicurezza sanitaria, abbia generato un aumento  di donne che, non potendo più studiare, si sono sposate ed hanno avuto figli. Solo in Sierra Leone nel 2015 si sono registrate quattordicimila gravidanze di ragazze minorenni; undicimila di queste ragazze erano state costrette a lasciare la scuola proprio a causa della chiusura degli istituti per il virus Ebola. L’istruzione, come emerge da questa ricerca, è essenziale per permettere alle giovani donne di essere consapevoli delle proprie capacità, dei propri diritti. Alfabetizzare una bambina significa crescere una donna che potrà essere indipendente.

“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti.” – Malala Yousafzai

I paesi dell’Africa subsahariana si classificano, purtroppo, agli ultimi posti di tale classifica: Niger, Ciad, Mali, Sierra Leone, Guinea, Somalia, Congo sono i luoghi in cui le bambine godono di meno Diritti. In Niger il 76% delle donne si sposa prima di aver compiuto diciott’anni.

Ai primi posti della classifica troviamo invece, in questo ordine: Svezia, Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Slovenia. L’Italia si posiziona al 10° posto, seguita immediatamente da Spagna Germania. Più in basso del previsto si posiziona invece la Francia, solo al 18° posto; le cause sono l’alto tasso di gravidanze e di matrimoni delle giovani donne .

Abbiamo visto come sia importante l’istruzione. Sicuramente influenzano i dati esaminati anche le condizioni sanitarie ed il grado di sviluppo tecnologico e della ricerca medica dei Paesi. Ma possiamo trovare una correlazione tra i Diritti delle giovani donne e l’economia di un Paese?

Che ruolo ha lo sviluppo economico in questa classifica?

A contrario di ciò che si potrebbe pensare, non sono le grandi potenze economiche del Mondo a poter fare da esempio positivo se si tratta di tutela dei Diritti delle Bambine.

USA e Australia, ad esempio, si collocano rispettivamente al 32°  e 21° posto, a causa del basso tasso di istruzione delle donne ma, soprattutto, dell’altissimo tasso di mortalità materna.

L’India risulta invece il Paese con le più gravi discriminazioni nei confronti del sesso femminile e le più grandi differenze di trattamento tra uomini e donne. Oggi in tutta l’India si contano 24’500’000 spose bambine: è il numero più alto del Mondo.

In compenso alcuni tra i Paesi più poveri stanno dando segnali di forte crescita e miglioramento nell’ambito della lotta per i pari diritti. Un esempio da elogiare è sicuramente il Ruanda: è primo al Mondo per il numero di Parlamentari donne (il 64% dell’Organo Legislativo) e ha un Governo che si è contraddistinto per le recenti riforme e campagne di sensibilizzazione, attuate negli ambiti della prevenzione delle gravidanze e dei matrimoni per le donne minorenni.

Louise Mushikiwabo, attuale Ministro degli Affari Esteri del Ruanda

Anche il Nepal, nonostante abbia uno dei PIL procapite più basso al Mondo, va elogiato per il suo impegno nel campo della realizzazione dei pari diritti. Infatti le percentuali di bambini e bambine che studiano sono le stesse, e sono molto elevate: circa l’86% (la stessa percentuale della ben più progredita Spagna).

È evidente quanto, più che la ricchezza di un Paese, sia la volontà del suo Governo a fare la differenza. È importante che chiunque senta la lotta per le pari opportunità come una lotta personale, che lo riguardi direttamente. È importante che il cambiamento avvenga, prima di tutto, nelle singole persone. Solo quando la coscienza sociale, quel sentimento che sta alla base della cultura di ogni Paese, avrà assimilato veramente uomo e donna come soggetti uguali, allora potremo avere un cambiamento e permettere ad ogni Donna, Ragazza, Bambina del Mondo di vivere degnamente.

Michol Bartucci

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