Contraffare che affare

Quando pensiamo al lavoro più vecchio del mondo abbiamo tutti in mente qualcosa. A forza di sentirlo dire lo abbiamo impresso nella memoria, ma probabilmente abbiamo sbagliato. Dai primi passi dell’uomo in questo mondo, fossero a piedi scalzi, o bardati di calzature all’ultima moda, c’è sempre stato una professione che non ha mai smesso di esistere: il contraffattore.

Nell’immaginario comune questo ruolo assume immagine pittoresche, quasi simpatiche. Dall’aria sorniona e scaltra, agisce nell’ombra, ai limiti della società producendo rappresentazioni simili all’originale. Oggi quando pensiamo alla parola contraffare probabilmente ci immaginiamo i gruppi di rivenditori ambulanti dalla pelle nere che popolano i loro lenzuoli di più o meno fedeli imitazioni di borse all’ultime moda, da Louis Vuitton, a Moschino, da Gucci a Prada, senza discriminazione. Purtroppo però questa è solo la punta dell’iceberg di una attività che coinvolge tutti gli aspetti della vita, anche quelli che non avremmo mai immaginato.

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità oltre il 50% delle medicine al mondo sono contraffate. Affermazione sensazionale. Prendiamoci un attimo per spulciare metodologicamente questo dato, ma prima facciamo qualche passo indietro.

Le malattie possono generalmente essere suddivise in due gruppi, le cosiddette life-style diseases. Colpiscono maggiormente le popolazioni dei paesi sviluppati, malattie cardiache, diabete del secondo tipo e obesità. Per capirci sono quel tipo di malattie che si potrebbero evitare andando a prendere da mangiare a piedi invece di ordinare, o non considerando l’azione di camminare inappropriata al pari dei cosidetti atti osceni in pubblico. Questo non lo dico io, lo dice l’OMS, mi sono preso la libertà di parafrasare. Il secondo tipo di malattie sono quelle che rappresentano una grave minaccia alla vita del paziente, naturalmente la gravità di una malattia viene determinata dall’ambiente circostante. La dissenteria in Europa può rappresentare al massimo una serie di battute imbarazzanti il sabato sera, nel Terzo Mondo le cose si fanno più drammatiche.

Inizialmente, a partire dai primi anni duemila, la contraffazione dei farmaci riguardava specialmente i cosiddetti farmaci di lusso (quelli riguardanti le malattie dovute allo stile di vita). Gli elevati margini di profitto e la relativa facilità con cui questi si potevano produrre avevano spinto molte industrie farmaceutiche (il primo scandalo risale alla Cina nel 2005) a iniziare la produzione collaterale di queste medicine vendute poi come originali. I controlli e le sanzioni a livello internazionale sono pressoché nulli e questo ha permesso al mercato di estendersi. Il recente aumento delle donazioni da parte dei paesi sviluppati, provenienti indistintamente da fondazioni filantropiche (Bill&Melinda Gates et alia) o come attività della cosiddetta CSR (Corporate Social Responsability, oppure meglio conosciuta Come Sbarazzarsidei Rimorsi) hanno reso un mercato precedentemente povero, una “miniera d’oro”.

Il problema è che uno studio condotto dall’American Journal of Tropical Diseases sottolinea che nonostante l’elevato numero di farmaci contraffatti in circolazione, ben 127 stati su 163 studiati, non sembrano riscontrare incidenti. Ma non solo, nonostante i recenti scandali che hanno coinvolto anche gli Stati Uniti, il dibattito internazionale sul tema sembra essere sfumato nuovamente lasciandoci, citando le parole di Tim Mackey, presidente del Global Health Policy Institute, vulnerabili come prima.

Senza titolo2

Stando a quanto riportato nel sito del Pharmaceutical Security Institute, un’associazione no-profit che si occupa di combattere e denunciare il fenomeno della contraffazione a livello globale, manca una definizione comunemente accettata tra gli stati di che cosa sia un medicinale contraffatto e le diversità tra i sistemi giuridici nazionali rendono la prosecuzione di questi crimini praticamente impossibile. Questo permette ai contrabbandieri, che spesso si spostano dal traffico di stupefacenti, molto più rischioso e incidentalmente molto più controllato, a quello di medicinali, di nascondersi nelle zone d’ombra della sovranità nazionali.

A questo punto gli elementi dell’equazione iniziano a delinearsi. Più del 50% delle medicine al mondo sono contraffatte, e oltre il 33% delle medicine che circolano nel terzo mondo e che dovrebbero essere impiegate per combattere gli effetti di malattie come malaria, tubercolosi e HIV/AIDS sono false. Ogni anno la malaria causa 650’000 morti prevenibili, di queste è stato stimato che 450’000 sono dovute alla presenza di farmaci falsificati. Se vogliamo rendere i numeri un po’ più spaventosi, più vicini di quanto possano essere delle semplici cifre, ogni giorno oltre mille persone muoiono dopo aver regolarmente pagato dei farmaci che avrebbero dovuto salvargli la vita, e mentre avete letto questo articolo, più di cinque persone sono decedute senza sapere nemmeno il perché.

Ma la vera domanda è: per quanto tempo ancora il silenzio continuerà ad avvolgere questo tsunami silente di morte?

Xhuliano Dule

Per approfondire:

https://malariajournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/1475-2875-13-209 uno studio che cerca di esaminare l’impatto mondiale dei farmaci contraffatti utilizzando la letteratura accademica

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2845817/ impatto delle medicine contraffatte nel terzo mondo.

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs275/en/ “WHO factsheet” sullo stato delle medicine contraffatte.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s