Un Rayito de Luz en Costa Rica

Costa Rica. San Josè.

Laureanda bocconiana, Roberta Mallia ha sempre voluto avvicinarsi al mondo del volontariato. E’ stato grazie all’appoggio di International Volunteer HQ, in contatto con l’associazione costaricana Maximo Nivel, che la giovane siracusana ha avuto l’opportunità di dare un aiuto concreto, di fare del bene nei confronti di chi il bene non l’ha mai ricevuto.
“Era finalmente arrivato il mio momento”, racconta Roberta. “Non è facile descrivere come mi sentivo nei giorni che precedevano la partenza. Un misto di determinazione, paura ma anche tante domande alle quali non avrei potuto rispondere facilmente. Quei luoghi rappresentavano una realtà lontana da me. Come potevo essere d’aiuto proprio io, che non conoscevo la loro lingua, il loro modo di vivere, le loro difficoltà? Eppure, nonostante gli interrogativi, c’era in me tanta voglia di fare, di impegnarmi affinché qualcosa cambiasse (in meglio) nelle condizioni di quelle terre e di quella gente”.

E così, dopo aver trascorso una settimana presso la principale riserva naturale della Costa Rica che si occupa della salvaguardia delle tartarughe marine, Roberta decide di non fermarsi. Questa volta è il centro Rayito de Luz ad aver bisogno di lei. In uno dei quartieri più poveri della capitale, il centro accoglie i bambini mentre le madri sono impegnate al lavoro. I volontari allontanano i ragazzi dalla strada e dalle scelte sbagliate, dando loro la possibilità di studiare e costruirsi un futuro migliore.

Nel centro, le giornate di Roberta erano piene e impegnative, e il tempo sembrava sempre andare troppo di fretta.

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Racconta: “Dovevamo fare in modo che la loro permanenza al Rayito de Luz fosse il più piacevole possibile. Il principale obiettivo che mi ero posta era fare in modo che ogni bambino lasciasse il centro con un sorriso e con tanta voglia di ritornare il giorno dopo”.

Così Roberta cercava di dare il massimo in ogni cosa in cui si impegnava, dalla gestione alla manutenzione del centro, dai giochi organizzati per i bambini più piccoli ai doposcuola dedicati ai più grandi.

Mentre rivive i momenti più intensi trascorsi al centro, gli occhi di Roberta brillano ad un ricordo in particolare. “Era una giornata troppo soleggiata per essere trascorsa dentro il centro” ricorda la ragazza, “così avevo proposto di portare i bambini a giocare al parco. Ciascuno di noi volontari era responsabile di un bambino. Io ero responsabile di Kyler. Aveva quattro anni, e quella vivacità infantile che ti cattura. Nonostante fossi al centro da un po’ di tempo, la mia conoscenza dello spagnolo era piuttosto limitata e non nego che la cosa mi spaventava. Temevo che tra me e Kyler si creasse un muro che ci impedisse di comunicare, di giocare e sorridere insieme. Eppure, è stato in quel momento che ho capito per la prima volta cosa sia l’innocenza e la spontaneità che solo un bambino può avere. Kyler mi prese la mano e ci sedemmo per terra. Raccolse dei bastoncini e me ne porse uno. Così cominciammo a giocare, guardandoci negli occhi, in silenzio. Non avevamo bisogno di alcuna parola, ci stavamo divertendo e Kyler non smetteva di ridere. Il resto non aveva alcuna importanza”.

Da quel momento Roberta e Kyler divennero inseparabili, al punto che sul muro del centro, le impronte delle loro mani sono ancora dipinte vicine, senza alcuna distanza tra loro.

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Quando le ho chiesto se aveva trovato risposta ad alcune delle sue domande su come sarebbe stato l’impatto con la Costa Rica, mi ha risposto: “Nel momento in cui ho incrociato per la prima volta gli occhi degli abitanti di San Josè, ogni mio dubbio o timore mi aveva abbandonata. La vera ricchezza di quelle terre risiede nei cuori delle persone che vivono lì. Persone dalle mentalità aperte, dall’animo sensibile e gentile, al punto che non mi sentivo lontana da casa. Mi sentivo a casa”.

Il Rayito De Luz, San Josè, la Costa Rica, hanno insegnato a Roberta e a tutti gli altri di International Volunteer HQ come nessuna distanza, differenza di lingua, abitudini o altro sia un muro. Perché non esiste muro invalicabile o indistruttibile quando si vuole fare del bene.

Simona Gruttadauria

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