Contro la diffusione dell’AIDS, diffondi consapevolezza

Il 1 Dicembre è la giornata mondiale di lotta all’AIDS. Con questo articolo Informalmente aderisce alla campagna di sensibilizzazione e cerca di dare il suo contributo affinché un giorno la consapevolezza e la prevenzione riescano a contrastare i nuovi casi di HIV.

“Ma figurati se ti prendi l’HIV per una sola notte senza preservativo”, “Guarda che per essere contagiati ci deve essere un contatto di sangue, a meno che tu non faccia cose strane non rischi niente”, “Dai ormai non ce l’ha più nessuno”: queste sono solo alcune delle frasi che Alberto si è sentito dire, prima di venire a sapere dal proprio medico che una sola e unica notte di sesso non protetto con uno sconosciuto gli sarebbe costata una vita piena di pesanti farmaci mirati a ridurre al minimo la carica del virus.

Grazie ai progressi della medicina negli ultimi anni il tasso di mortalità dovuto al virus dell’HIV è vertiginosamente diminuito. Secondo i dati del Centro operativo dell’Istituto Superiore della Sanità la mortalità dei sieropositivi è scesa dal 100% nel 1984 al 5,7% nel 2013. Tuttavia ad oggi non esiste una cura bensì solo terapie volte ad arrestare l’azione retrovirale che causa l’insorgere dell’AIDS. Terapie alle quali solo il 47% dei sieropositivi ricorreva nel 1996, mentre oggi vi si sottopone circa il 75% . Queste terapie permettono una buona qualità di vita, tuttavia la strada della prevenzione, data la mancanza di una cura, rimane la più efficace.
I dati purtroppo riportano un aumento di 4000 nuovi infetti all’anno dal 2010 ad oggi. Inoltre, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’OMS, i mezzi che i giovani hanno a disposizione non sembrano bastare, infatti sono i primi ad infettarsi per l’84% tramite rapporti sessuali non protetti (soprattutto nella fascia tra i 25 e i 29 anni).
La disinformazione pare essere dilagante, è necessario quindi fare chiarezza. Innanzitutto, il virus HIV si trasmette in tre modi: per via sessuale, ematica e verticale.

Il primo caso è dovuto alla presenza del virus dell’HIV nel liquido seminale o vaginale, per cui l’uso del preservativo durante qualsiasi genere di rapporto sessuale ne impedisce il contagio. Purtroppo la leggenda metropolitana secondo cui basti lavarsi con sapone e acqua calda dopo il rapporto per uccidere il virus è assolutamente infondata.

La trasmissione ematica, a differenza del caso precedente, avviene attraverso la messa in circolo del retrovirus nel sangue. Le cause più diffuse di tale contagio sono lo scambio di siringhe usate o la trasfusione di sangue infetto (le normative in ambiente medico negli ultimi 20 anni sono tuttavia diventate più severe).
L’ultima tipologia di contrazione avviene nel caso di trasmissione del virus da una madre sieropositiva al suo nascituro, chiamata per questo trasmissione verticale. Questi casi di gravidanze a rischio possono essere prevenute grazie a terapie ante-partum, parto cesareo e sostituzione del latte materno con latte artificiale.
Luoghi comuni da sfatare sono ad esempio la trasmissione per via aerea oppure tramite la saliva del virus.
Un’altra importante distinzione riguarda la confusione terminologica tra AIDS ed HIV. Il primo è infatti la conseguenza dell’azione retrovirale del secondo. AIDS sta per “sindrome da immunodeficienza acquisita”, ovvero una malattia che debilita il sistema immunitario diminuendo la capacità di contrastare altre patologie infettive, e può insorgere anche dopo un lungo periodo di latenza. L’aggravamento delle condizioni salutari del sieropositivo è causato dall’attacco da parte del virus dell’HIV a specifici linfociti (cellule T), causando un grave deficit immunitario. Tale situazione può favorire la predisposizione fisiologica a tumori di vario tipo come il Sarcoma di Kaposi, neoplasie del cervello, linfomi ed infezioni opportunistiche come polmoniti.
Insomma, l’HIV é molto democratico, non fa distinzione di sesso o orientamento sessuale. Noi tutti possiamo contrarlo ma attraverso l’informazione e la sensibilizzazione tutti possiamo prevenirlo.

 

Filippo Villani e Vittoria Calderara

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