“MammeBambini”, un progetto che dà fiducia a madri in difficoltà

Cambiare paese non è mai una cosa facile. Abbandoni le tue radici, la tua famiglia, la tua realtà e vieni catapultato in qualcosa di nuovo, sconosciuto, dove nessun volto porta certezza.

Farlo da madre, con la consapevolezza di dover crescervi un bambino, spaventerebbe chiunque. Hai paura di non farcela, di rimanere isolata ed esclusa da un mondo che non conosci e non ti riconosce, e ancora di più hai paura per tuo figlio, paura che non si adatti nemmeno lui, paura che la scelta presa per dargli una vita migliore lo porti invece a sentirsi solo un emarginato.

Scappate da realtà che noi stentiamo ad immaginare, queste donne hanno raggiunto i mariti in Italia, sperando di riuscire a costruire una famiglia, di garantire un futuro diverso ai loro bambini. Da sole, però, è difficile riuscire ad inserirsi in un Paese che non solo non ha le tue stesse tradizioni, ma non capisce nemmeno la tua lingua.

Il progetto “MammeBambini” del CIF (Centro Italiano Femminile) Provinciale Di Milano nasce dunque con la finalità di portare un aiuto a queste mamme, organizzando corsi di italiano gratuiti a cui tutte possono partecipare e fornendo un servizio di cura dei bambini in contemporanea alle lezioni, in uno spazio giochi attrezzato. Una formazione linguistica è fondamentale per l’inserimento di queste donne, che saranno poi in grado di accompagnare meglio i loro figli nel percorso scolastico.

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E’ come volontaria che ho preso parte a questo progetto. La signora Emanuela, socia del CIF che ogni giovedì mattina attraversa tutta Milano per venire a curare i bimbi, me ne ha subito dato uno in braccio per farmi prendere confidenza. Ce ne sono cinque: tre neonati di pochi mesi e due fratellini di tre e cinque anni. Disegniamo con i pastelli a cera, facciamo le costruzioni con il Lego e giochiamo con le macchinine. Ogni tanto le mamme più ansiose passano a dare un’occhiata, e poi tornano alla loro lezione. Non tutte riescono a venire sempre, ma la signora Emanuela mi dice che da quando hanno cominciato ora sono più sicure, si fidano, sanno di aver trovato un aiuto. I loro mariti sono venuti a controllare, non vogliono che nessun uomo si avvicini ai loro figli e alle loro mogli. Però permettono che imparino l’italiano e che facciano curare i bambini. Sono piccoli passi verso un percorso graduale di apertura. 

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La signora Emanuele mi ha spiegato quanto sia difficile per i responsabili del CIF trovare i mezzi per andare avanti senza profitti. Un tempo gestivano un asilo nido a tempo pieno, poi hanno dovuto rinunciare per mancanza di fondi. Questo progetto sta andando bene e portando dei risultati, ma per poterlo espandere è necessario l’aiuto di più persone. Mi chiede se conosco altre ragazze interessate a fare questa esperienza. “Abbiamo bisogno di persone giovani e piene di energie!”. Due ore a settimane non son poi tante. Ogni lunedì e giovedi dalle 10 alle 12 potreste andare ad aiutare una mamma e il suo bambino.

Camilla Sacca

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