Una delle più grandi violazioni dei diritti umani: la Cina ai tempi del Falun Dafa

Siamo a Milano, è una domenica qualsiasi di aprile e Piazza Duomo è gremita. Tra gli artisti di strada la nostra attenzione si concentra su tre ragazzi giovanissimi intenti in una pratica diversa dal solito e ancora poco nota in Italia: la Falun Dafa. Increduli chiediamo spiegazioni e scopriamo così, un po’ per caso, una delle maggiori forme di violazione dei diritti umani in corso oggi in Cina, di cui i giornali parlano ancora troppo poco. Continue reading “Una delle più grandi violazioni dei diritti umani: la Cina ai tempi del Falun Dafa”

Gli ECHOES di Eko Camp

23 marzo 2017, spazio Oberdan: per il Festival Cinema Africano, Asia e America Latina viene presentato in anteprima nazionale il film-documentario di Gabriele Cipolla, “Echoes”.

Nato in maniera del tutto spontanea da un’esperienza di attivismo dei ragazzi di Radio Noborder, il film riporta sullo schermo gli echi dei migranti che nel maggio 2016 vivevano a Eko camp, ex area di rifornimento nell’autostrada che porta a Salonicco. Continue reading “Gli ECHOES di Eko Camp”

The right to tell the truth

Yesterday, thanks to the Italian government pressure and the public mobilization, Gabriele Del Grande has been released, after being imprisoned for more than two weeks in Turkey without a reason

Gabriele is a 35-years-old Italian reporter and blogger. Its main research focus is the issues related to mass migrations and in particular, he is involved in denouncing and analysing the life conditions of migrants in its blog, Fortress Europe. Continue reading “The right to tell the truth”

L’Italia viola i diritti umani: l’importanza del reato di tortura

Basta una sola parola a rievocare quel senso di stizza, vergogna e insicurezza. Basta una parola di quattro lettere: Diaz. È lì (e successivamente anche nella caserma di Bolzaneto) che si consumò uno degli episodi più vergognosi per le forze dell’ordine italiane. Nella notte del 21 luglio 2001, reparti della Polizia di Stato, coadiuvati da alcuni battaglioni dei Carabinieri irruppero nella scuola picchiando a mani nude e con i manganelli un gruppo di attivisti e giornalisti che erano accampati nella scuola. Le persone presenti nella scuola erano disarmate e innocue, eppure la polizia infierì su di loro con assoluta ferocia, alternando violenza e umiliazione su tutti i presenti, uomini e donne. Chi fu ferito abbastanza seriamente da essere portato in ospedale, ebbe la fortuna di sfuggire alle ore di terrore successive. Stavolta lo scenario fu la caserma di Bolzaneto, dove circa 200 persone (alcune fermate nei precedenti cortei, altre arrestate alla Diaz) furono tenute per ore senza la possibilità di fare una telefonata o di poter parlare con un avvocato. Continue reading “L’Italia viola i diritti umani: l’importanza del reato di tortura”

A4AI: Alliance for Affordable Internet

 

Have you ever thought about Internet access in terms of privilege, of possibility?

To be honest, I’ve not, not with awareness. So, irony of fate, browsing the pages of some online newspapers, I came across the acronym A4AI, Alliance for Affordable Internet, a kind of Web democratization.

kenya_12-960x6401Bombarded by (for me often a bit mysterious) expressions such as Web 2.0, big data, data analysis, stickiness, syndication and so on and so forth, we could easily ignore that two-thirds of the world population can’t get online. We live in an era in which Internet access can be considered as important as literacy, so the purpose of A4AI project is simple, is to drive down artificially high Internet prices in developing Countries, such as Nigeria, Mozambique and Gahana. By advocating for open, competitive and innovative broadband markets, A4AI aims to help access prices fall to below 5 % of monthly income worldwide. By reaching this goal the A4AI can help connect the two-thirds of the world that is presently not connected to the Internet and make universal access a reality.

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Maltrattamenti per un amore non convenzionale.

“Omofobia” è un termine che tuttora si legge sulle testate dei giornali.  C’è poco da stupirsi: l’omofobia è radicata ancora oggi in troppi angoli del mondo e dà forma a scenari a dir poco sconcertanti.

Uno degli ultimi ha luogo in Cecenia, repubblica formalmente parte della Federazione Russa, ma che nella pratica funziona come uno stato quasi indipendente nel quale la parola del governatore Kadyrov sembra trascendere spesso le leggi russe.
Trattasi di una società estremamente conservativa, in cui la presenza di un omosessuale in famiglia è sinonimo di disonore, che si riversa persino nella difficoltà per i parenti di trovar moglie o marito. Se il familiare gay non si fa vedere per giorni, la scomparsa non viene denunciata a nessuna autorità competente, piuttosto viene sconfessato dalla sua stessa famiglia.
Ma le notizie preoccupanti emergono nelle ultime settimane del mese corrente in seguito alla pubblicazione da parte del quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta delle testimonianze di due cittadini ceceni, vittime di una tortura ingiustificata e riprovevole.
Dalle fonti si apprende l’esistenza di prigioni illegali situate presso Argun, una cittadina a circa 15 chilometri ad est della capitale Groznyj, le quali vengono adibite a campi di rieducazione per gay dove si stimano al momento circa 100 detenuti, in cui il “metodo educativo” impartito si basa essenzialmente su torture.
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Sahara International Model United Nations

Between 3 and 7 April, in Agadir, in the heart of Morocco, it held the first edition of the “Sahara Interntional Model United Nation“. It is a simulation of the committees of the United Nations where each student rapesent a Country and discuss about topics of humanitarian rights and civil liberties. The purpose is to learn how the World’s largest Orgnization works, but, more importantly, how it allows students from all over the World to meet and learn from each other. It is Very important to organize such events in developing muslim countries: we can prevent radicalization and hate Just with inclusion, collaboration and development.

My pourpose, here, is convince you that sharing ideas ond opinions is important. SIMUN symbol“Diversity” is not a dirty word, a taboo. Diversity is beauty, is wealth.

Diversity is opportunity to always learn something new.

Here I want to talk you about my experience, because it’s something that changed my life, and I wish everyone could do.

Game out of curiosity, I discovered this event thanks to Convergence: an organizzation that deeply trust in the power of cooperation and that, free of charge, as a volunteer, was responsible to form the italian delegation. Thanks to Convergence, about 90 students coming from Italy (but originating by various countries, mostly africans) met many other people from other delegation coming from other countries, in Morocco. So we all had to Agadir, ready to discuss the future of the World, with our ideas and our energy. It’s been an explosion of information and debates. Continue reading “Sahara International Model United Nations”

Contro chi sotterra la coscienza nel cemento

 

E’ un giorno qualunque, un giorno come tanti, ci si presenta a ritirare i referti di ciò che si pensava fosse un banale controllo, ci si aspetta la prescrizione di qualche antidolorifico, il consiglio di una dieta, di un’aspirina. Magari si passa di fretta durante la pausa pranzo, oppure prima di andare a prendere i bimbi a scuola, in un momento qualunque di un giorno qualunque. Si attraversano dei corridoi bianchi e in fondo si incontra lo sguardo grave di un dottore con una cartella in mano, si incontrano le sue sopracciglia aggrottate, ci si saluta con voce bassa. Si entra nel suo studio, ci si accomoda, il dottore inizia a parlare, a spiegare il dettaglio di un valore alterato, una “macchia” in una zona che non dovrebbe averne; da quel momento tutto è destinato a cambiare, da quelle parole, brevi, concise, dette con la voce basa del dottore, tutto è destinato apparentemente a svanire. A quelle parole segue il panico, a quelle parole segue la forza, da lì iniziano i consulti, le giornate intere nei corridoi bianchi di quell’ospedale, inizia la paura, inizia la lotta.

Quasi 1000 persone al giorno, oltre 3 milioni all’anno, ricevono la notizia di essere affetti da questo brutto male, una buona percentuale di loro sopravvive, mentre un’altra, sebbene in decremento, non ce la fa. Se è vero però che la ricerca ha fatto grandi progressi e che la mortalità per cancro si è abbassata enormemente, è vero anche che al Sud si muore ancora in percentuale maggiore rispetto alle altre regioni italiane. Si inizia questa lotta, e per lottare molto spesso si parte per il Nord in cerca di cure, in cerca di una possibilità, di una speranza, speranza di poter riprendere in mano la propria vita.
Si risponde a questo fenomeno stilando statistiche in cui tutto viene tradotto in numeri, numeri che in realtà sono famiglie, che individuano madri, padri, figli, numeri che sono storie, sono nomi.

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Join the fight against extreme poverty

 

#GirlsCount is a campaign launched on March 6, 2017 by ONE, an international campaigning and advocacy organization co-founded by U2’s leader Bono. With almost 8 million members in the world, ONE fights against extreme poverty and preventable disease every day, particularly in Africa. It firmly believes that to end extreme poverty what is needed is not charity, but justice and equality. Following this principle, ONE does not ask civil society for money, but to raise our voices together. ONE’s campaigns go beyond the scopes of political, religious and ideological beliefs: they connect us together from all walks of life and show that we have more in common than what divides us.

Every year ONE selects its “Youth Ambassadors”, young volunteers who will carry out its campaigns all over the world. A few days ago, I was in Rome for the launch of the Italian Youth Ambassadors program for which I had been chosen, and that not by chance took place in the same day as International Women’s Day. This because this year ONE’s main campaign #GirlsCount advocates the right to education for girls in the poorest countries in the world.

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Uganda is calling

“Dear Africa and dear Uganda,

Once again, I say thank you because you stole my heart in a way that no other place has ever done. Your landscapes were breathtaking and your people will be unforgettable. Two months to get to know a new country and fall in love with it. Uganda taught me to be patient, to be creative, to appreciate the little things and to give nothing for granted. Working in an environment without wifi and sometimes not even power helped me to face different challenges, find new solutions and change perspectives.

But the truth is that Africa can’t be told, it must be lived. I could spend hours telling my stories, struggling to make my friends and family understand why my smile is so real and my voice is so calm and peaceful when I am over there. But it won’t be enough. Only if they spent some time in Africa, they would be able to understand what amazed me so much.

Mwebale Uganda, you stole my heart and it was very hard to leave.”

I like to describe my time in Uganda with these few words that I wrote when I came back from this beautiful country and represent exactly how I felt in that moment. Continue reading “Uganda is calling”